Perché una Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire un profilo Instagram?

Stando all’analisi di vincos.it sui flussi di utilizzo dei social network nel mondo, Instagram, il social delle immagini, sembra continuare la sua ascesa verso il successo.

Nel 2016 si è portato a casa ben 600 milioni di utenti attivi. Il dato fa drizzare le orecchie alle aziende, ma “sfogliando” l’ebook di M. Zingone, A. Zavagnin e L.B.Moccia: “Instagram. Comunicare in modo efficace con le immagini”, abbiamo scoperto che non sono le uniche interessate. Anche le Pubbliche Amministrazioni, infatti, spalancano gli occhi. Ma come può la comunicazione istituzionale sfruttare un social come Instagram?

Instagram: uno sportello virtuale per le PA

In una logica contemporanea potremmo, dunque, parlare di pubblica amministrazione 2.0. Instagram, nel tempo, si è trasformato in una vetrina online che si presta ad essere utilizzata come spazio strategico di marketing non convenzionale. Ed è proprio in questo senso che le PA che hanno abbracciato questa nuova comunicazione sfruttano il potenziale della piattaforma che, come abbiamo già detto nell’articolo in cui vi parliamo di instagram per aziende, vanno ricercate nell’efficacia della comunicazione visiva e nella visual storytelling.

È, quindi, la capacità di coinvolgimento delle immagini e il processo, spontaneo, di condivisione a fare la differenza. Ma vediamo nel concreto come Instragram può essere una risorsa per la nuova comunicazione pubblica.

Instagram per la Pubblica Amministrazione: 7 motivi per aprire un profilo 

1.Raggiungere i cittadini

Ad oggi, sono sempre di più i cittadini presenti come utenti su internet. Molti di questi sono attivi su Instagram. Per cui il collegamento è praticamente logico: quale modo migliore per raggiungerli se non aprendo un profilo sulla piattaforma?
Portare la comunicazione pubblica su Instagram permette alle PA di avvicinarsi ai cittadini in termini quasi letterali, portando la macchina amministrativa negli stessi luoghi dei cittadini, frequentando gli stessi spazi virtuali e comunicando attraverso uno stesso linguaggio.

2.Coinvolgere   

iperbole bologna instagram

Ma non è tutto. Con i social, l’istituzione scende letteralmente dal palazzo, come dicono le autrici dell’ebook. Si apre un rapporto di scambio e dialogo tra l’amministrazione e gli utenti.

In questo senso, l’esempio del Comune di Bologna cade proprio a fagiuolo, essendo stato il primo account (nel 2012) ad avviare una procedura di gestione del profilo a più mani. @twiperbole, infatti, ha sin da subito previsto il coinvolgimento dei cittadini, i quali, attraverso foto (hashtag di riferimento #MyBologna) ed opinioni, alimentano ancora oggi la comunicazione del territorio bolognese.
Gli utenti, che ogni volta vengono ringraziati e menzionati nei post che contengono le oro foto, si sentono valorizzati, partecipi e coinvolti.

3. Ascoltare e monitorare e coinvolgere

Una PA che frequenta gli spazi virtuali in cui si muovono i cittadini ha una maggiore possibilità di raccogliere feedback. E come sappiamo, le opinioni che arrivano dalla comunità sono fondamentali per un’Amministrazione che vuole lavorare bene. Vorremmo poter dire “fondamentali come l’aria che respiriamo”, ma ahinoi, volendo essere realistici non è sempre così. Tornando al social: commenti, suggerimenti e critiche sono un ottimo punto di partenza per valutare il lavoro svolto ed elaborare gli interventi futuri.

4. Agevolare il Turismo

Promuovere un dialogo su uno spazio diverso come Instagram rafforza la credibilità della PA agli occhi dei cittadini, ma anche di fronte ai potenziali visitatori.
Pensiamo ai turisti che vogliono visitare la città: su Instagram hanno modo di vedere delle immagini della città e dei punti di interesse, inoltre, possono sfruttare il social per eventuali richieste di informazioni.

Instagram PA

5. Risparmiare

Sfruttando Instagram come canale strategico, i costi di comunicazione sono direttamente proporzionali ai risultati ottenuti. Rispetto ai canali tradizionali, possiamo dire che una strategia di comunicazione che sfrutta i canali social è più economica. Anche perché la fetta di popolazione raggiunta con un post, ad esempio, è più ampia e il coinvolgimento avviene in tempi più rapidi.

6. Mettere in mostra la trasparenza

La regola generale che vige nell’utilizzo di quasi tutti i social è essere coerenti con il proprio profilo offline. Instagram permette di comunicare attraverso le foto ciò che accade nella vita reale. Quindi: una Pubblica Amministrazione che lavora correttamente non può che trarre benefici dal comunicare i risultati ottenuti e mettersi in mostra. Trasmettere trasparenza, caratteristica che indica avvicinamento, apertura, disponibilità, favorisce la creazione di una buona immagine dell’istituzione.

7. Comunicare l’ambiente

Uno dei compiti della pubblica amministrazione è svolgere azioni volte a conservare, in alcuni casi sviluppare, un solido senso di appartenenza dei cittadini nei confronti del territorio. Promuovere il territorio, i servizi e le opportunità che incentivano i cittadini ad avvicinarsi alla vita della città è uno dei passi fondamentali. Sappiamo tutti quanto l’emotività possa risultare utile in un processo di coinvolgimento, per questo possiamo dire che attraverso le immagini trasmettere il potenziale di un territorio risulta più semplice. Una foto che ritrae piazza S. Stefano a Bologna di sera è in grado di veicolare un messaggio emozionale in modo piuttosto diretto. Chiedete ad un bolognese!

instagram pubblica amministrazione

Insomma, avreste mai pensato di trovare nella home di Instagram un post del vostro comune d’appartenenza che ricorda le regole della differenziata?

E se vi dicessimo che, tanto per buttare altra carne sul fuoco, il social dalle immagini filtrate ha colpito anche i Ministeri? Il 30 gennaio 2017 il MIUR aperto un profilo Instagram, ma il più anziano è il MEF, l’avreste mai detto?
Il più attivo, comunque, sembra essere il MiBACT che, diciamolo: ha tanto da mostrare. Pensate che il loro profilo è nato lo scorso luglio 2016, meno di un anno fa, ed oggi detiene 1007 post e 37,9 mila follower.

Ora diteci: il vostro Comune di appartenenza abbraccia la comunicazione istituzionale 2.0?

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