Chi sono, cosa fanno e come guadagnano gli Influencer

Da pochi giorni l’eCampus ha lanciato il nuovo corso di laurea in influencer, scatenando non poche polemiche e fantasiosi commenti. Il web si è letteralmente diviso: da una parte chi trova ridicolo creare “un corso per diventare Chiara Ferragni”, e dall’altra chi considera la cosa inevitabile, visti i tempi e le nuove tendenze. Ma questo è solo il trampolino di lancio dell’articolo, che vuole, in realtà, approfondire la questione che sta alla base dell’argomento: che cos’è un influencer? 

D’altronde, riguardo alla polemica non ci sarebbe molto da dire. Potremmo complimentarci con l’azienda per l’ottima trovata: ha scelto il nome giusto per promuovere un nuovo prodotto a basso costo. Il piano di studi, infatti, altro non è che un ramo di scienze della comunicazione focalizzato sull’influencer marketing, quella parte di marketing che lavora con i famosi influencer. Gli influencer, proprio loro: il fulcro del nostro articolo. Chi sono? Come lavorano? Da chi vengono pagati?

Per capire quali sono le curiosità più diffuse sull’argomento, abbiamo consultato un tool che analizza l’andamento dei volumi di ricerca delle keyword sui motori di ricerca, e poi abbiamo fatto due chiacchiere con Marika Marangella: influencer di 26 anni e 62 mila follower. Da piccola voleva lavorare in un’agenzia di comunicazione e odiava Instagram. Poi, per caso, è diventata un influencer. Vediamo come, ma soprattutto cerchiamo di dare una risposta alle domande che ci ha suggerito il tool.

Cosa vuol dire Influencer? 

In media 90 persone al mese chiedono al motore di ricerca il significato della parola influencer, così abbiamo chiesto a Marika di presentarsi ed aiutarci a dare una risposta alla domanda.

“Un influencer è una persona che veicola messaggi sui social, tramite contenuti visuali o testuali, offrendo un servizio a chi vuole approcciarsi ad una nuova esperienza o acquistare un prodotto” dice Marika. “Può dare indicazioni su luoghi da visitare, parlandone bene o male.” “In generale – prosegue – lavora di progettazione e scoperta. Si aggiorna di continuo e corre sempre alla ricerca di nuove nicchie o tendenze da proporre sui suoi canali, per offrire contenuti utili e fruibili alla community”. 

Si definisce una content creator. Nel suo profilo ci sono belle foto (ha una grande passione per la fotografia) e pensieri sparsi.

“Ai miei followers regalo sorrisi e riflessioni basate sulla mia quotidianità. Dipende dalla giornata. A volte pubblico frasi motivazionali, parlo di articoli letti, commento o spiego nuove funzioni introdotte da Instagram o altri social, invitando la community ad interagire. Spesso scrivo “Facciamo due chiacchiere?”, gli utenti rispondono e dal confronto si crea un contenuto”. 

Il termine, quindi, diffuso negli ultimi anni, in un mondo in cui i social network sono diventati lo strumento principale per il marketing delle aziende, definisce l’utente di un social che riesce ad influenzare le opinioni di altri utenti.  

Dove e quando lavora un influencer?

È facile pensare che un lavoro per cui devi stare sui social a condividere post e fotografie non sia un lavoro e non richieda sforzi particolarmente grandi. Ma vediamo nello specifico come si svolge la giornata tipo di un influencer:

“Inizio a lavorare sui miei canali la mattina, continuo anche quando sto in agenzia, perché non posso abbandonare i miei follower, ma poi riparto alla grande alle 18, quando esco dall’ufficio. Giro e se vedo cose che mi piacciono faccio foto e condivido. Devo essere occhi e mano di qualsiasi esperienza che vivo. Occhi, per intercettare contenuti validi (a volte anche il dettaglio di una brutta esperienza può fare la differenza) e mano, per rendere tutto più appetibile e trovare la giusta inquadratura, sia in termini di immagine che di testo.  

Un influencer lavora tutto il giorno e tutti i giorni. Per questo dico sempre che non ho giorni di ferie. Se non stai dedicando tempo alla tua formazione personale, ad un percorso di scoperta di contenuti da condividere, alla creazione di contenuti, stai rispondendo agli utenti. Alla fine devi fare il project, il community e il social media manager di te stesso”

Qui si capisce che Marika fa anche un altro lavoro, allora ci vengono in mente due domande, le successive.

Come guadagna un influencer?

Siamo spudorati, e chiediamo esplicitamente a Marika se è possibile vivere con il lavoro di influencer e lei ci spiega come funzionano le collaborazioni.

“Un tempo avrei detto di no – ci confessa – ma oggi non la penso più così. Dal 2016 ad oggi sono cambiate tante cose, all’epoca il 70% delle attività di collaborazione con le aziende era basato sul semplice scambio di merce. Loro ti mandavano un prodotto e tu realizzavi un contenuto. Non c’erano compensi, anche perché le stesse aziende, non avendo consapevolezza del fenomeno, non chiedevano di vedere i risultati dei post (la funzione insights all’epoca non era disponibile sul social), se non le interazioni, quindi like e commenti al post; non chiedevano di vedere il contenuto prima della pubblicazione. L’obiettivo, per le aziende era fare brand reputation, oggi, invece, puntano a vendere i prodotti, l’influencer, dunque, viene valutato in base al tasso di conversione che genera attraverso i suoi contenuti.

chiara ferragni instagram

fonte: instagram

Le aziende, oggi, ti contattano proponendoti un brief dettagliato della campagna in cui vogliono coinvolgerti, il contratto con tutti gli obblighi, i famosi Dos and Don’ts. Il secondo step è la pre-approvazione dei contenuti sia post che stories, e poi vogliono vedere le insights post pubblicazione.
Inoltre, nell’ultimo anno, si è cercato di chiedere di fare chiarezza sui contenuti sponsorizzati dalle aziende. Quindi, adesso, i talent (mi riferisco agli influencer) devono specificare a chiare lettere, nelle didascalie, il tipo di collaborazione”

In pratica, indicano nella caption del post: 

  • #Adv quando un’azienda paga per i contenuti;
  • #SuppliedBy quando un’azienda invia un prodotto e chiede in cambio un contenuto, in questi casi non è previsto un compenso;
  • #GiftedBy quando un’azienda invia un prodotto senza chiedere in cambio contenuti.
 

Come si diventa influencer?

“Potremmo dire che Influencer non si diventa, ma si è o qualcuno ci definisce tali. Nella pratica, creando contenuti visual sempre nuovi e con uno stile riconoscibile, praticando la coerenza, la professionalità e curando molto i rapporti digitali e non. La vera forza di un Influencer è la sua community.”

Risponde così Marika, poi le chiediamo di raccontarci la sua storia:

“Mi sono iscritta su Instagram nel 2013, prima lo odiavo, dicevo che era solo piedi e gattini (sono uscita su Repubblica per questo).

Poi sono mi sono dovuta iscrivere ad Instagram per risolvere una questione personale e di copyright relativa ad un contenuto fotografico che in quel momento era candidato al Nikon Talents del 2013. Da lì, un po’ la passione per la fotografia, un po’ perché studiavo Scienze della Comunicazione, inizio a frequentare il social, i miei contenuti iniziano a girare… e scopro che dietro le quinte di Instagram c’è una comunità di persone che si frequentano anche nella vita reale, tra questi c’era anche una instagramer che frequentava il mio stesso corso di laurea.

Nel 2015 (contavo 2000 follower) mi sono trasferita a Parigi dove ho iniziato ad usare Instagram per scoprire la città e vedere oltre le solite cose. Avevo 6 mesi a disposizione e volevo scoprire il più possibile. Le mie foto, apprezzate dalle community francesi, mi hanno permesso di incontrare i top instagrammers di Parigi. Intanto la mia community ha iniziato a crescere, finché a giugno 2015 rientro tra “i suggeriti” della piattaforma. Guadagnando, per 15 giorni, visibilità mondiale e migliaia di nuovi followers, 34.000. Tutto organico.”

A questo punto le chiediamo cosa pensa del nuovo corso di studi.

È un corso di laurea in scienze della comunicazione con indirizzo influencer, il piano di studi è simile a quello di un comune corso di scienze della comunicazione, con dei plus aggiuntivi riguardanti la parte di web marketing e social media. L’unico dubbio che ho è legato alle tempistiche: non so fra tre anni, alla fine del corso di laurea, un laureato in Influencer avrà le stesse possibilità di chi fa questo lavoro da qualche anno. Chi lo sa, la professione sicuramente di evolverà. Forse verrà creato un albo o comunque qualcosa di più istituzionale e controllato. Sono favorevole al corso se permette di dimostrare che per svolgere questa professione occorre studio e non un investimento economico fatto di followers interazioni false. Studiare va sempre bene!”

E voi cosa ne pensate? 

Il mercato dell’Influencer Marketing è in crescita, contattateci per avere una consulenza personalizzata e capire insieme se e come può aiutarvi. 

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