Trend e tendenze digital 2020

Come disse una volta John F. Kennedy: “Il cambiamento è la legge della vita. E quelli che guardano solo al passato o al presente stanno certamente perdendosi il futuro”.
Chi lavora nel settore del marketing digitale sa che il cambiamento ne è parte integrante e sa quanto sia importante mettere il naso in nuove tecnologie, strumenti e strategie per essere sempre più competitivi e cercare, quando possibile, di anticiparlo un po’ questo futuro.

Abbiamo quindi cercato di dare uno sguardo ai principali trend digital marketing 2020 che siamo certi si confermeranno anche negli anni a venire: l’articolo non vuole essere di per sé esaustivo, ma vuole piuttosto evidenziare le principali attività di cui le aziende dovranno necessariamente tenere di conto nei loro piani marketing.

Social shopping: comprare in un clic

È già da circa due anni che la funzione shop post è stata introdotta sui social network, ma gli esperti assicurano che da quest’anno ci sarà un vero e proprio boom!
Il motivo? Sicuramente tecnologico, ovvero l’integrazione più semplice con App di terze parti.
Alla base però ci sono chiaramente i numeri: continuano infatti a crescere gli utenti di Instagram, Facebook (e Pinterest, il primo canale social a introdurre gli shoppable posts) dove le aziende riescono a raggiungere il loro pubblico di riferimento in modo semplice e veloce, tramite stories o feed in grado di stimolare l’impulso all’acquisto.

Pare inoltre che lo shop post acquistabile riduca la frequenza di rimbalzo e migliori l’esperienza dell’utente che viene condotto all’azione senza interruzioni.

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Social messaging o DM: a tu per tu con l’utente 

Nel 2020 i contenuti privati saranno al centro delle strategie digitali di piccoli e grandi brand e sarà quindi necessario trovare un equilibrio tra pubblico e privato. Secondo gli esperti del settore intervistati da Hootsuite, la soluzione potrebbe essere quella di usare i canali pubblici per aumentare l’awareness, e quelli privati per fidelizzare e coltivare il rapporto con i clienti esistenti, creando relazioni di valore.

La messaggistica diretta sta diventando uno dei trend di marketing digitale più importanti del 2020 perché clienti e prospect sono più propensi a dialogare con l’azienda e a effettuare transazioni  direttamente dal loro canale di messaggistica preferito e perché l’azienda, a sua volta, è in grado di stabilire delle connessioni più forti con i propri clienti instaurando delle conversazioni in grado di supportare la vendita o fornire assistenza.

Se poi diamo uno sguardo ai numeri di utenti attivi sulle principali App di messaggistica come WhatsApp, Facebook Messenger e WeChat, si comprende perché sempre più aziende adotteranno uno o più canali di messaggistica privata per instaurare conversazioni, coinvolgere e vendere.

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Insomma il social messaging permette di lavorare sulla personalizzazione del messaggio e convince anche gli utenti più attenti alla privacy e alla protezione dei propri dati.
Quindi “qual è il punto debole?” direte voi. “L’organizzazione aziendale!” risponde il coro: è necessario che l’azienda destini risorse al marketing conversazionale ovvero identifichi professionisti, interni o esterni, in grado di sostenere conversazioni che rispettino lo stile relazionale del brand e che avvengano nelle tempistiche adeguate a una comunicazione on line.

Chatbot: l’automazione a servizio del customer service 

Se ne sente parlare ormai da anni e non sono ancora così performanti da sembrare una persona umana, ma questa tecnologia continuerà a essere una parte importante del marketing digitale nel 2020 perché è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, migliora la qualità percepita dell’utente con un servizio di customer care di primo livello e aiuta le vendite.

I sondaggi mostrano infatti che:

  • I chatbot alimenteranno l’85% del servizio clienti entro il 2020
  • L’80% delle aziende desidera chatbot entro il 2020
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E gli utenti? Pare che preferiscano interagire con i chatbot perché sono reattivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rispondono subito, richiamano accuratamente l’intera cronologia degli acquisti e della conversazione e soprattutto…. non perdono mai la pazienza!

Contenuti Video: la conferma dei digital trends 2020

Il video è stato, è e sarà la tipologia di contenuto in grado di creare più engagement con il pubblico e quindi uno degli strumenti più importanti del marketing digitale.

I dati sono inequivocabili e confermano che il contenuto video è quello su cui continuare ad investire nei prossimi anni:

  • Il 70% dei consumatori afferma di aver condiviso il video di un marchio (dati Wyzowl)
  • Il 72% delle aziende afferma che il video ha migliorato il proprio tasso di conversione (dati Wyzowl)
  • Il 52% dei consumatori afferma che guardare video sui prodotti li rende più sicuri delle decisioni di acquisto online (dati Invodo)
  • Il 65% dei dirigenti visita il sito Web del marketer e il 39% chiama un fornitore dopo aver visto un video (dati Forbes)

Ma quali tendenze video stanno prendendo sempre più campo?
Sicuramente le dirette streaming per interviste, eventi aziendali, dimostrazioni di prodotto e più in generale per un racconto live dell’azienda, ma anche video a 360° per un’esperienza interattiva e immersiva.
Pensate inoltre che se un sito include un video, pare che sia 50 volte più alta la probabilità di generare risultati di ricerca organici rispetto al solo testo, perché gli utenti trovano i contenuti video più interessanti (quindi Google valorizza di più le pagine che includono video) .

Infine una riflessione utile sull’investimento nella realizzazione di video: è in assoluto il contenuto più versatile e più facilmente sfruttabile. Qualche esempio? Un video aziendale, oltre ad essere caricato su YouTube o Vimeo, può:

– essere embeddato su articoli all’interno del sito o del blog aziendale

– essere trascritto e quindi convertito in un articolo per il sito, blog o magazine aziendale

– essere caricato nativo sui social come Facebook, garantendo così dei tassi di impression e engagement molto più alti, inserendo i sottotitoli per facilitarne la comprensione e il coinvolgimento da parte degli utenti

– essere convertito in podcast e integrato sui canali digitali aziendali e/o caricato su piattaforme specifiche

– essere inserito all’interno di DEM o newsletter redazionali con la specifica che si tratta di un video (cliccandolo si visualizza il video caricato sul sito aziendale o sul blog). Questo pare che aumenti il tasso di CTR del 19%!

Ancora dubbi?

Il Content Marketing e l’evoluzione della SEO

A Novembre 2019 Google ha introdotto BERT, l’aggiornamento all’algoritmo che, come dice Google, “è in grado di aiutare la ricerca a comprendere meglio la sfumatura e il contesto delle parole nelle ricerche e ad abbinare meglio quelle query con risultati utili”.
Cosa fare a livello tecnico? Praticamente nulla se non intervenire sulla qualità dei contenuti (ma dai!?) e l’implementazione dei dati strutturati.

Il consiglio di John Mueller di Google infatti è che “piuttosto che inseguire le ultime tendenze SEO, è più importante garantire che un sito abbia velocità elevate, collegamenti utili e contenuti ben scritti“.

Il content marketing quindi, che l’88% dei professionisti del marketing considera fondamentale per far sì che il pubblico consideri la propria organizzazione una risorsa credibile e affidabile, continua a dominare la SEO che no, non è morta come ormai ogni anno viene predetto, bensì è viva e vegeta e soprattutto è evoluta. Ma vediamo come. 

Nel 2020 i dati strutturati diventeranno sempre più prevalenti nei risultati dei motori di ricerca. Ma cosa sono? Sono tutti i dati organizzati in modo tale da facilitare la scansione e la categorizzazione dei motori di ricerca. Lato utente potremmo dire che Google ha dato la priorità alla ricerca visiva degli snippet, consentendo ai visitatori di ottenere tutte le informazioni che stanno cercando molto più velocemente nonché di scegliere su quale sito cliccare direttamente dai risultati migliori.
I content creator possono gestire i dati strutturati nel loro codice back-end o organizzando ordinatamente le informazioni in tabelle. L’implementazione tecnica di questi Rich Snippet definisce quindi i dati strutturati o “schema Markup” che dovrebbe diventare il focus principale per i SEO nel 2020.

 

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Infine, Il Santo Graal della SEO moderna è lo snippet zero o posizione SERP zero, così chiamata perché risponde direttamente alle query di ricerca degli utenti senza si debba fare clic su un collegamento. Frutto dello sviluppo della ricerca vocale, che ha cambiato il modo in cui funziona l’ottimizzazione dei motori di ricerca, è quindi l’ascesa dello snippet in posizione zero, come in questo esempio:

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Pare che nel 2020 circa il 30% di tutte le ricerche su Internet sarà una ricerca vocale e poiché il 40,7% di tutte le risposte alla ricerca vocale proviene da uno snippet in primo piano, è evidente quanto sia importante investire nella SEO On-SERP.

Email Marketing: ditelo con una mail

Per quanto, analogamente alla SEO, sia dato per morto, l’e-mail marketing continua a tenere la sua posizione di canale digital maggiormente utilizzato sia per la fidelizzazione (nurturing) di utenti e clienti, sia per la vendita.

Cambia forma però, e diventa sempre più interattivo e dinamico, con l’obiettivo di coinvolgere sì gli utenti, ma direttamente nella mail: si parla di tecnologia AMP (Accelerated Mobile Pages) for Email.

L’AMP for mail rende la comunicazione mail uno strumento completo di contenuti, approfondimenti, inviti all’azione, permettendo all’utente di compiere azioni all’interno della mail stessa senza essere indirizzato su pagine esterne. È quindi possibile compilare una survey, procedere a un download, consultare un catalogo, oppure confermare una partecipazione o rispondere a un feedback direttamente all’interno della mail e quindi inserire animazioni, form compilabili, GIF e migliorare così l’esperienza di navigazione dell’utente. I vantaggi, come è possibile intuire, sono molteplici: dalla maggior valorizzazione delle mail per migliorare la conversione, all’aggiornamento in tempo reale dei contenuti in linea con quelli del sito. 

Insomma, largo alle comunicazioni dinamiche e navigabili: troveremo sempre più quiz, sondaggi, animazioni ecc.. e mail che sembrano e funzionano come pagine web per generare esperienze che non ci condurranno mail al di fuori della mail.

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Social Media: tra sempreverdi e new entry

In attesa dell’annuale report di We Are Social sullo scenario digital, in cui cambiamenti e aggiornamenti sono rapidissimi, proviamo qui a individuare alcune tendenze e digital trends da valutare nelle proprie strategie. 

TikTok

Ne abbiamo già parlato qui e continueremo a farlo perché è il fenomeno del momento ed è in continua ascesa. Nei paesi occidentali e quindi anche in Italia, dove ha ad oggi 2,4 milioni di utenti, TikTok viene usato soprattutto dalla generazione Z per video brevi di puro intrattenimento, balletti, sketch: se la generazione Z (altrimenti detta Generazione Greta) è nei vostri target, non potete fare a meno di essere su TikTok che tra l’altro ha iniziato a testare la possibilità di inserire link nella bio dei profili e le call to action per il social commerce.

Ma ricordate che i nativi digitali, giovanissimi, perennemente connessi e che non hanno mai conosciuto il mondo senza tecnologie, hanno anche un senso dell’umorismo da molti definito assurdo e quasi demenziale. Insomma in azienda organizzatevi e assumete le persone giuste se volete essere competitivi sul target. Intanto TikTok ha pubblicato un articolo sui 100 video più creativi del 209: date un’occhiata qui per capirne un po’ di più e valutare se e come esserci. 

Dalla Cina, invece, dove TikTok è nato ed ha un uso trans generazionale, lo scenario pare essere diametralmente opposto: vi trovano infatti ampio spazio i contenuti educativi come tutorial sulla cucina, sulle lingue, sull’apprendimento scolastico e professionale.
Come ha detto Vincenzo Cosenza: “Culture diverse possono determinare usi diversi di uno stesso social medium”.

LinkedIN 

Il mondo professionale è sempre più presente e rappresentato e il social network risponde con delle funzionalità nuove, in alcuni casi disponibili solo nella versione in lingua inglese, che rappresentano un tentativo di assomigliare sempre più a Facebook, relativamente a usabilità e utilities: è possibile infatti organizzare eventi e invitare i propri contatti, invitare gli utenti a seguire le pagina aziendali, notificare dei post a tutti i dipendenti dell’azienda; c’è un tentativo di migliorare le funzionalità dei gruppi, una valorizzazione dei video e si preannuncia lo sbarco delle dirette streaming (per ora concesse a pochi ma è possibile registrarsi per farne richiesta).

Pinterest 

In Italia ha 10 milioni di utenti, in crescita costante, di cui il 65% donne di tutte le fasce d’età uniformemente rappresentate.
Gli utenti su Pinterest trovano ispirazioni, individuano trend e tendenze ed infatti i marketer lo considerano molto utile nella prima fase di contatto con il prospect, per far conoscere, ispirare, prima di arrivare alla vendita, che magari avviene tramite il motore di ricerca e altri social. Intanto qui Pinterest ha pubblicato le ricerche di tendenza…per continuare ad ispirare anche nel 2020. 

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Influencer Marketing 

Il futuro dell’influencer marketing potrebbero essere i micro influencer e i nano influencer (i micro influencer sono attivi principalmente su social come Instagram o Facebook, hanno una community che conta tra i 1000 e i 100mila follower o like alla pagina; i nano influencer hanno un seguito inferiore ai micro) perché sono in stretto contatto con i loro follower, hanno un tasso di coinvolgimento più elevato rispetto ai mass influencer  e – ça va sans dire – sono più economici: uno studio condotto da Adweek ha rivelato che i micro influencer hanno un coinvolgimento del 60% più elevato pur essendo 6,7 volte più convenienti rispetto ai mass – influencer.

#DigitalDetox

Aumenta il numero di utenti iperconnessi ma anche quello dei “disconnessi”

C’è infatti una sempre maggiore consapevolezza dell’impatto che i social media hanno sulla salute mentale e fisica, e gli utenti sono pronti a intraprendere azioni individuali per limitarne l’utilizzo«I consumatori sono stanchi dell’immensa quantità di contenuti diversificati a cui sono sottoposti sui social media. I consumatori meritano una pausa, ma la responsabilità di rendere utile il tempo dei consumatori online, tramite storie tempestive e rilevanti, ricade sui brand» sostiene Tiankai Feng, global voice of consumer analytics di Adidas. Fortunatamente, dal momento che qualità non fa rima con quantità e che meno tempo sui social non implica una riduzione dell’engagement, questa riduzione di “connessi” non preoccupa i guru del marketing e molte grandi aziende stanno sposando la causa, ad esempio riducendo la frequenza di pubblicazione per stimolare la conversazione tra utenti.

Infine, secondo la ricerca condotta da TradeLab “Digital Marketing & Advertising: i trend del 2020 in Italia, il  mercato del digital in Italia, guidato dal mobile, continua a cresce con una previsione di aumento per il 2020 che arriverà a toccare fino a + 30%, complice anche l’incremento degli investimenti su search, video e social.

Le aziende tendono sempre di più a internalizzare le attività digital per avere una maggior trasparenza e un miglior controllo dei costi. Il problema delle aziende pare essere proprio quello di non saper individuare il giusto partner in grado di portare un reale valore aggiunto.

Ma cosa cercano le aziende nel partner? Secondo la ricerca:

– il 72% l’approccio consulenziale e strategico 

– il 54% la proposta di soluzioni innovative 

– il 53% la semplificazione e l’ottimizzazione dei processi di lavoro 

E voi che ne dite? Siete pronti ad affrontare questo 2020 e le sfide che i digital trends portano con sé?  

Riguardo l'autore

Simona Bonciani

Imprenditrice, consulente esperta nell'area web marketing e comunicazione on line. Ha fondato nel 2001 Noetica e si occupa della progettazione dei piani di comunicazione e web marketing strategico. Formatrice senior, svolge consulenza e docenza in tutta Italia per numerose aziende private e per enti quali Unindustria, Confartigianato, Provincia Autonoma di Bolzano, UnionCamere, Toscana Promozione, LegaCoop,...

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