Su Facebook Gianni Morandi vince comunque

Ieri su Facebook Gianni Morandi è stato sgamato. Ieri i Social Media Manager di tutta Italia si sono svegliati e hanno puntato il dito contro il cantante. Antefatto: avantieri dall’account Instagram del cantante sbuca una foto corredata da un testo con qualche parola di troppo. “Mettila verso le 13 o 14”. social-media-manager-gianni-morandi La sempre informata Selvaggia Lucarelli, presa dalla sua incontenibile voglia di sgamare i retroscena, anche quelli più inutili o palesi già alla stragrande maggioranza delle persone, pubblica lo screenshot e dichiara sul suo profilo Facebook di essere delusa e amareggiata perché quella scoperta l’ha profondamente sconvolta. Ovvio che si tratta di un post-supercazzola, ma ahimé, questa donna ha un seguito incredibile e dunque quel post è stato condiviso da migliaia di persone e soprattutto da moltissimi quotidiani. Da lì a poco, la psicosi ha preso il sopravvento: una valanga di baggianate scritte da chiunque e in ogni blog, sito, gruppo Facebook e forum.
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E via dicendo. Il circo ormai si è svegliato. Purtroppo a prendere parte al turpiloquio ci sono stati tantimma tanti professionisti del settore, che presi dalla voglia di dire la loro e cavalcare l’onda dell’hashtag, hanno iniziato con le riflessioni spicciole e le opinioni da tinello.

Su Facebook Gianni Morandi rimane genuino

La genuinità di Gianni Morandi è stata minata per sempre, hanno scritto alcuni. Ma che cos’è la genuinità, per noi che ci occupiamo di comunicazione? È genuina Barilla che gira gli spot in mezzo ai campi di grano e poi usa l’olio di palma per ogni suo prodotto? È genuino McDonald’s che ci fa vedere dei polli allegri e poi spolpa le carcasse degli animali per fare i Mc Nuggets? Viviamo in un mondo che vende illusioni, circondati da aziende che oltre ad ingannarci ci fanno del male e l’unica cosa che sappiamo fare è puntare il dito contro un refuso che svela una cosa normale. Ma siamo professionisti o caporali? Tornando a Morandi, non so se essere più infastidita da quelli che si dichiarano sorpresi dal fatto che egli abbia dietro un Social Media Manager o da quelli che sbeffeggiano quest’ultimi dicendo tranquillamente che la cosa fosse ovvia. Come se loro fin dall’inizio lo sapessero già e non avessero avuto alcun dubbio. Mai. Ma per favore! E poi ci sono gli altri, quelli della caccia al fail, quelli che dagli errori altrui traggono beneficio e godimento.  I peggiori. Tutti, chi più chi meno, abbiamo invidiato per un attimo la Pagina Facebook di Gianni Morandi, perché, Social Media Manager o no, rimane uno dei più begli esempi di comunicazione della genuinità che si sia mai visto in Italia. Sinceramente, quando ho appreso di questo PICCOLO errore, ho sorriso, ma non perché godo nel vedere un refuso di un (probabilmente) collega, ma perché quell’errore riporta sul piano umano una persona che vedo da sempre come lontana e irraggiungibile. Ogni volta che un “grande” commette un errore, automaticamente lo sentiamo più vicino, più umano, più genuino. È per questo che non mi sento di affermare che questa vicenda di Gianni Morandi abbia minato la sua immagine, né la popolarità della sua Pagina Facebok, né credo che dopo questa valanga mediatica la gente abbia cambiato opinione su di lui. Il succo è che errare è umano e ci rende genuini, più di prima.

Il Social Media Manager che tutti vorremmo essere

Riguardo al Social Media Manager di Morandi, io credo che esista davvero, credo che esista qualcuno di talmente bravo che non solo abbia trovato un modo fantastico per fare personal branding ma che sia diventato un tutt’uno con il personaggio per cui lavora. Sicuramente stiamo parlando di qualcuno che di Reputazione Online ne sa a pacchi, e a dirlo non sono io ma i numeri, dunque da gente così c’è solo da imparare. Chiunque egli sia, ha trovato il modo migliore per dare voce al proprio cliente a costo di scomparire egli stesso e di confondere le proprie tracce. Un progetto difficile quello avviato sulla Pagina Facebook di Gianni Morandi, un lavoro sottile e costante che molti Social Media Manager non sono in grado di fare, spesso per scarsa empatia, spesso per totale assenza di attitudine, o spesso perché sono troppo impegnati a dare la caccia al fail.

Riguardo l'autore

Durante la Laurea in Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità, collabora con alcune realtà che si occupano di formazione in ambito Digital e lavora per la Pubblica amministrazione. Dopo la Laurea e una breve esperienza in una web agency di Bologna inizia ad avere piccole collaborazioni svolgendo il lavoro di Copy e Community Manager. Decide in pochi mesi di aprire una Partita iva e diventare freelance, perché è fermamente convinta che sia la modalità di lavoro che faccia al caso suo. Attualmente lavora come Copy, Community Manager e digital PR per diverse agenzie divise fra Bologna e Modena e collabora con alcune piccole imprese locali. Ha costruito la sua esperienza nei settori food, moda, lifestyle, automotive, PA, arredamento e settore assicurativo.

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