Food trend: quali sono le novità del 2018 e cosa cercano gli utenti su Google?

Chi lavora nell’ufficio marketing e comunicazione di un’azienda food, probabilmente sa quanto sia utile avere un blog aziendale. Oltre a nutrire la brand awareness della realtà per cui lavoriamo infatti, un progetto editoriale ci permette di intercettare le ricerche che gli utenti fanno sul Google verso i prodotti e i servizi che essa offre. Perché questo sia possibile però è necessario:

  • che il blog (o magazine) e i suoi contenuti siano “seo friendly”, presupposto di base affinché un articolo, si posizioni bene sulle serp di Google e diventi la risposta” alle domande degli utenti;
  • che gli argomenti trattati siano realmente utili per i lettori.

A poco servono infatti i “blog-diario” autoreferenziali, che raccontano l’azienda, i suoi servizi e le sue iniziative ma che non ci aiutano ad intercettare gli interessi dei nostri potenziali clienti.

Trovare argomenti per un food blog

Costruire un buon piano editoriale però non è facile: da 4 anni mi occupo della pianificazione editoriale di un food magazine, Il Giornale del Cibo, ed ho potuto appurare che stare sul pezzo richiede metodo, costanza ed intuito. Tuttavia, esistono degli strumenti che facilitano notevolmente il nostro lavoro e che ci permettono di capire quali sono gli interessi di chi naviga il web. Facendo tesoro delle “rivelazioni” dei nostri tool e di ricerche di settore, proviamo a capire quali potrebbero essere i food trend del 2018 e cosa stanno cercando gli utenti su Google.

Food trend: quanto è importante monitorare il mercato

Sono certa che il concetto sia abbastanza intuitivo, ma dal momento che repetita iuvant faccio la saputella de noiartri: è vero che siamo quel che mangiamo, ma è ancor più vero che a dirottare i consumi alimentari sono soprattutto le aziende, che con la food innovation orientano le scelte di ampi segmenti di mercato. Ovviamente, vale anche il viceversa: l’innovazione dei prodotti si ispira alle abitudini dei consumatori, ai cambiamenti in atto, e rispecchia spesso l’evoluzione della società.

Chi gestisce un progetto editoriale in ambito food non dovrebbe mai trascurare questo aspetto, e dovrebbe tenere gli occhi puntati sulle novità in arrivo, perché le tendenze di mercato anticipano spesso le esigenze dei consumatori, e ci dicono quello che gli strumenti che rilevano le ricerche degli utenti su Google non sono ancora in grado di dirci. 
Dunque partiamo proprio da qui, e vediamo quali sono le tendenze del 2018 secondo la grande distribuzione, per poi valutare se valga o meno la pena di cavalcarle.

Le tendenze del food 2018 secondo Whole Foods Market

A gennaio, la catena americana di supermercati Whole Foods Market ha fatto il punto della situazione su quelle che, secondo esperti e buyers, saranno le tendenze alimentari di quest’anno. In testa, i sapori floreali: petali e profumi invaderanno snack, barrette e bevande, trasformando i fiori eduli nei grandi protagonisti di questo 2018.

Seguono poi – sempre secondo la ricerca, tradotta e riportata da Mark Uple polveri, proteiche e non, da incorporare in zuppe, bevande e da utilizzare per la preparazione di prodotti da forno. Forti anche i funghi funzionali, sempre più presenti in nuove forme, e fortissima la cucina mediorientale, molto presente con le sue spezie e i suoi ingredienti tipici.

Non ci stupisce poi che la ricerca riveli che la provenienza dei prodotti e la trasparenza della filiera siano, sempre più spesso, in testa alle preoccupazioni dei consumatori, e neanche che la cucina veg stia lentamente ampliando la sua offerta rendendola sempre più creativa, spesso (osservazione mia) contraddittoria (leggi salsicce vegetali, hamburger senza carne, sushi senza pesce e via dicendo) e appetibile anche ai non vegani.

Snack e spuntini sani, a base di frutta, legumi, verdure, cereali, saranno sempre più parte dei nostri break, così come i tacos, che troveremo in tutte le salse.
La rassegna si concludeva segnalando una crescente tendenza alla cucina e ai cibi anti- spreco (basandoci sui feedback che riceviamo dai nostri utenti, confermiamo senza alcun dubbio) e sull’aumento tra gli scaffali di nuove bibite frizzanti non gasate e senza zucchero, spesso aromatizzate alla frutta.

Il punto di riferimento di questa ricerca sono gli States, dunque si tratta di dati da prendere con le pinze. Sarà così anche in Europa e, meglio ancora, in Italia?

Novità tra gli scaffali: quali sono i prodotti più innovativi?

Alla fine di gennaio, alla conferenza stampa tenutasi a Fico per presentare Sial Parigi 2018 (una delle più grandi e importanti fiere mondiali dedicate all’agroalimentare) Nicolas Trentesaux, direttore di Sial Group, ci ha restituito un quadro d’insieme sui criteri che i consumatori utilizzano per la scelta di un prodotto alimentare. Stando alle sue parole, ciò che tutti ricerchiamo ancora oggi nel cibo è (per fortuna) il piacere, pertanto le aziende alimentari europee tengono questo fattore in grande considerazione quando immettono prodotti “innovativi” sul mercato: il 53,7% delle proposte innovative (dati 2016) punta i riflettori sul piacere, sul gusto.
E la salute, direte voi? Nel 2016, il 24,9% delle aziende che lanciano sul mercato un nuovo prodotto valorizzano l’aspetto “healt” (ma è probabile che la percentuale sia cresciuta ancora), seguito dalla convenienza del prodotto, su cui punta il 14,2% delle realtà produttive del Vecchio Continente.

Tutti dati che possono esserci utili, anche per stilare un piano editoriale: Nicolas Trentesaux non ha parlato, genericamente, delle abitudini dei consumatori, ma delle offerte innovative delle aziende, ed è qui che scoviamo i trend alimentari.

Quali sono le categorie di prodotti in cui si concentra la food innovation? I dati di Sial ci dicono anche questo: bevande analcoliche, prodotti lattiero caseari e piatti pronti (leggi anche snack per pausa pranzo e per pasti veloci).

A questi mi sento di aggiungere anche il filone veg e quello delle farine, che sotto una crescente richiesta di alternative gluten free non può che prosperare.

Tendenze a tavola: cosa cercano gli utenti su Google?

Fatte queste premesse, non mi resta che chiedere a Google se le tendenze di cui parla Whole Foods Market coincidono con le richieste degli italiani, ed esplorare i volumi di ricerca (lo strumento che utilizzo è SeoZoom) inerenti alle tipologie di prodotti in cui si concentra la food innovation.

trends cucina

Ai sapori floreali e alle barrette ai fiori, per ora, gli utenti italiani sembrano non interessarsi.

Difficile anche dire che i funghi funzionali stiano impazzando, per non parlare poi degli insetti: se è vero infatti che circa 50 persone al mese cercano su Google  “ricette con insetti”, è vero anche che in Italia il commercio di insetti commestibili non è legale e che a mangiare insetti, i nostri connazionali, non ci pensano nemmeno. Lo prova il fatto che le reazioni all’argomento sono generalmente di disgusto(se volete prove guardate i commenti a questo post).

I volumi di ricerca confermano invece un nuovo e più forte interesse per la cucina mediorientale: a cercare la kw “harissa” su Google sono in media 2400 utenti ogni mese, per non parlare poi del cardamomo, a cui, in ambiente Google, si dimostrano interessate mensilmente, circa 15 mila persone. A cercare “cucina libanese” però sono ancora 1600 utenti, a fronte di un interesse per la cucina asiatica ancora molto forte.

Lasciamoci dunque alle spalle la ricerca di Whole Foods Market e torniamo ai nostri prodotti innovativi, partendo dalle bevande analcoliche e dalle alternative al latte di mucca.

Latte di soia e succo melograno, succhi di verdura e bibite allo zenzero

Poco importa ai consumatori se lo scorso anno la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso un verdetto secondo il quale la denominazione “latte” si può usare solo per il prodotti di origine animale: il latte di soia spopola tra le ricerche online, con un volume totale di ricerche pari a 26.670 che trascina con sè intolleranti al glutine, vegani, vegetariani. Ma si difendono bene anche il latte di riso, di avena, di nocciole, il kefir, il latte di curcuma, di magnesia (590), di farro. E che dire poi del latte di cammello, cercato da 210 utenti?

Alternative al latte
Sul versante succo di frutta vince invece il melograno, seguito da mela e aloe. Interessanti anche le ricerche relative al succo di noni (980), succo di goji (260);); succo di acero (320) per dimagrire. Non passa poi inosservata la richiesta di succhi a base di verdura: succo di barbabietola (880), di cavolo (140), succo di erba di grano (320).

Trend succhi di frutta e verdura

Infine, un piccolo accenno alle ricerche correlate a “bevanda”: su questo fronte vincono zenzero e aloe, affiancate da un forte interesse per le bevande messicane (a base di succo d’agave), brasiliane e, in genere, per le bevande dimagranti o con effetto detox.

Caffè e dintorni: dalle macchine Nespresso alla “cacca di animale”

Che il caffè, negli ultimi anni, abbia conosciuto un vero e proprio boom, ve ne sarete accorti di certo. E forse immaginerete anche che la stragrande maggioranza delle ricerche su macchine per il caffè e cialde.

Caffè trend
Già: più di 22 mila persone, ogni mese,  cercano informazioni per comprare una macchina per il caffè, 12.100 la vogliono Nespresso, 8.100 invece vorrebbero comprarla Lavazza, con l’ovvia conseguenza che (evito di aggiungere altre schermate all’articolo) le richieste per “cialde compatibili Nespresso” sono superiori (2.400) a quelle per “cialde compatibili Lavazza” (390).
Quale brand conquista il podio? Borbone, il caffè napoletano, che per numero di ricerche (18.100) supera di gran lunga le macchine Nespresso.

Macchine caffè ricerche Google

L’universo delle ricerche che ruotano attorno al mondo del caffè, ovviamente, non si esaurisce qui, e anzi meriterebbe un capitolo a parte: si va dalle ricette per preparare i vari tipi di caffè, a quelle per prepararare dolci e piatti a base di caffè, per poi arrivare agli effetti  e ai benefici del caffè sulla salute, passando per le domande sui più importanti caffè storici europei.

Quello del caffè, insomma, è un trend da cavalcare, come da cavalcare è il filone delle sue alternative: caffè di farro, di ghiande, di dattero, di cicoria (trend in crescita), di avena, di bambù, di orzo, di canapa, di cereali e poi c’è lui: il costosissimo caffè “da cacca di animale” che continua ad incuriosire il popolo della rete che lo ricerca, quasi sicuramente, più per curiosità che per un reale interesse all’acquisto.

Alternative alla farina 00: ceci sì, ma anche grilli

Non avevo idea di quanto fosse vasto il mondo delle farine alternative alla zero zero e di quanto fosse forte l’interesse dei lettori/consumatori su questo aspetto, fin quando lo scorso anno, non abbiamo pubblicato un articolo sull’argomento, che in poco più di 6 mesi ha raggiunto più di 10 mila visualizzazioni. E i dati-Google lo confermano: le ricerche correlate a “farina di” vedono in testa l’interesse per la farina di ceci, seguita da kamut, riso, grano, mais.

Farine trend
Tra le ricerche più “timide” notiamo:

  • l’interessantissima “farina di grillo”, che ha ben 480 ricerche mensili, segno forse del fatto che l’idea di mangiare insetti provoca disgusto ma anche molta curiosità;
  • farina di tapioca (980), una fecola derivante dalla manioca amara
  • farina di konjac (570), che pare sia molto utile a ridurre il colesterolo.

Ed ecco servito l’assist per passare al capitolo successivo, quello su filone “salutista”.

Alimenti alimenti per, alimenti con: + vitamine, sali minerali e proteine, – colesterolo, zucchero e nichel

Ferro, potassio, calcio, fibre, proteine, magnesio, vitamina D, zinco: gli utenti di Google percepiscono queste sostanze come fondamentali per la salute dell’organismo, e probabilmente le cercheranno, sempre più spesso, in etichetta, perché – e a farlo sono in tanti – si preoccupano di sapere in quali alimenti sono contenute. Allo stesso modo, molti di loro si preoccupano di sapere quali sono gli alimenti che abbassano la pressione (1600), ma anche quali sono i cibi più adatti ad una dieta per diabetici (1600).

Alimenti ricchi di ricerche Google

Gli alimenti che invece, sempre più spesso, cercano di evitare, sono quelli che contengono nichel, glutine, e i cibi ricchi di colesterolo.

Alimenti che contengono
Interessante anche l’attenzione agli alimenti proteici (3600 ricerche al mese) e, infine, impossibile non segnalare come le preoccupazioni estetiche siano in cima ai pensieri degli italiani: solo per citare un paio di ricerche, sono 2900 gli utenti che cercano “cibo che fa ingrassare”, mentre 390 si dimostrano interessati al “cibo che fa bene ai capelli”.

Alimenti senza glutine, lattosio, olio di palma, carboidrati e…

Glutine, lattosio, olio di palma, olio di colza, carboidrati, scorie, fibre, istamina, zucchero, colesterolo, grassi: sono questi i grandi nemici di molti italiani, che vogliono sapere quali alimenti non li contengono, dove comprarli online, in quali supermercati trovarli e, per ogni catena di supermercati, quali sono i brand in vendita.

Alimenti senza, ricerche Google
La nostra analisi potrebbe dilungarsi all’infinito ma è giunto il momento di chiudere questo articolo, quindi mi fermo qui e vi faccio un paio di domande: quale tra i dati riportati vi ha stupito maggiormente? Volete sapere di più sui
food trend 2018 o siete curiosi di conoscere gli interessi degli utenti riguardo ad una precisa tipologia di prodotti? Lasciateci un commento o, se preferite, contattateci per una consulenza: trasformare i dati di ricerca in blog aziendali si successo è la nostra più grande passione.

Riguardo l'autore

Silvia Trigilio

Silvia Trigilio è Direttore Responsabile del magazine on line Il Giornale del Cibo edito da CIR food ( 6 milioni di visite annue) e del blog InSalute di UniSalute Spa (5 milioni di visite annue). Si occupa nello specifico della definizione dei piani editoriali, stesura e supervisione testi e gestione dei contenuti social.

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