Promuovere un ristorante online: come, quando e perché?

«Buongiorno… e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!»

Era una vita che sognavo di aprire un testo con questa citazione. Finalmente ho trovato il modo di inserirla in un articolo di Noetica.
Carina la rievocazione, penseranno quelli che come me hanno apprezzato il film, ma cosa ci azzecca, di preciso, The Truman Show con il web marketing?

A farmi trovare la connessione è stato il libro di Alessandro Bartolocci “Professione Ristoratore” che ho letto per approfondire una tematica molto cara ai ristoratori, categoria a cui mi rivolgo, sto parlando dell’uso degli strumenti della comunicazione web per promuovere un ristorante online.

Non vi torna? Giuro che più avanti il concetto prenderà una forma più leggibile e troverete un senso a tutto ciò.  

The Truman Show e lo scenario della Ristorazione italiana

ristorazione italiana

Fonte immagine: mondofox.it

Vado diretta, ché va bene la creatività, ma non posso rischiare di perdere la credibilità.

Veniamo alla fatidica connessione tra il celebre film che vede protagonista il grande Jim Carrey e l’intenzione della sottoscritta di parlare di web marketing e ristorazione.

Avete presente la scena in cui Truman si ritrova, con la sua barchetta, a sbattere contro un cielo fatto di cartone? Quello è il momento in cui capisce che la realtà è diversa da come l’aveva fino ad allora immaginata. Beh, stando alle parole dell’esperto di ristorazione, in merito ad un’analisi dello scenario attuale relativo a questo mercato, esattamente come il protagonista del film, di punto in bianco ci siamo ritrovati davanti ad una dura realtà. Siamo passati da un periodo in cui si vedevano in giro operai e piccoli imprenditori con la Porsche, ad uno in cui non è difficile imbattersi in imprenditori che chiudono baracca e uomini incravattati che escono da strutture ritenute infallibili con un cartone in mano.

Lo scenario è quello di un’economia paralizzata. E nell’ambito della ristorazione questo si traduce in una situazione che presenta un’offerta di gran lunga maggiore rispetto alla domanda. Infatti, la colazione si fa in casa, tanto la “macchinetta” fa il caffè buono quasi come al bar, il denaro gira meno, si cerca di risparmiare, i locali abbassano la qualità pur di offrire un servizio più economico e i clienti diventano sempre meno. Come uscire da questa situazione?

Se…

  • Se i clienti scarseggiano non c’è lavoro per tutti.
  • Se la concorrenza è troppa è facile diventare invisibili agli occhi del cliente.
  • Se le cose stanno così: il cliente acquista potere e tende a pretendere,chiedere sconti, partorire giudizi. Una tartare può essere troppo cruda e un’insalata troppo verde per essere vera!

Certo, complice di tutto ciò è anche il boom mediatico relativo al mondo della ristorazione.

Fate un giro tra i programmi tv e ditemi se non sono almeno la metà i canali che parlano di cucina o mostrano lo chef migliore del panorama della repubblica delle banane.

Ultimo, e importantissimo, se:

  • Se il cliente è cambiato, anche il ristoratore deve cambiare.  

Cosa vende un ristorante?

 ristorazione e social

Per cambiare, il ristoratore può iniziare a farsi qualche domanda. La prima potrebbe essere proprio questa: cosa vende un ristoratore?
Come dice Bartolocci “la ristorazione è, a livello di marketing, probabilmente una delle realtà più complesse che si possa affrontare”. Anche perché, ciò che vende un ristorante:

– non sono solo prodotti

– non sono solo servizi

– non sono solo sensazioni

L’unica parola che può definire e racchiudere un concetto così complesso è composta da 10 lettere e si legge: ESPERIENZA. In un ristorante si vive un’esperienza. Il cliente, oltre ad un buon piatto in tavola, vuole trovare degli elementi che lo emozionano e che, una volta uscito dal locale, ricorderà per sempre: quando vi lascerà una recensione positiva, quando ne parlerà con gli amici, quando deciderà di tornare per provare l’altro primo, quello su cui era indeciso quando poi ha ordinato il meraviglioso risotto che lo ha fatto entrare in estasi.   

Detto ciò, dove voglio andare a parare?

Promuovere un ristorante online

Arrivo al nocciolo della questione. Tralasciando discorsi politici, in un mercato iper-competitivo, quali sono, e come può, l comunicazione online, aiutare la condizione di un ristorante sul filo di un rasoio?

Le vie della comunicazione sono infinite. È vero, ma nel nostro caso sono soprattutto due e corrispondono al comportamento degli utenti online che si traduce in due concetti fondamentali del web marketing, indispensabili per disegnare una strategia di successo. Sto parlando di domanda consapevole e domanda latente. Nel primo caso, l’utente cerca volontariamente un determinato servizio/prodotto/ESPERIENZA.  Nel secondo caso, invece, si ritrova casualmente, o meglio meglio non per sua volontà, davanti ad una pubblicità/annuncio/promozione. Le due tipologie vanno gestite con strumenti, linguaggi e modalità differenti. 

Google My Business

Il primo strumento di cui voglio parlare si chiama Google, lo conoscete? 

Ci troviamo nell’ambito di un comportamento consapevole da parte dell’utente, il quale va sul motore di ricerca a chiedere di un determinato ristorante. Non essere presenti sarebbe sciocco. Cioè, ti vengono a cercare e non ti fai trovare?

Fondamentale è aprire (se non lo si ha già) un account su Google e creare una scheda del proprio locale attraverso Google My Business, una piattaforma a cui accedere gratuitamente che mostra l’orario di apertura, il numero di telefono e le indicazioni stradali per arrivare alla tua attività.

Suggerimento: se avete già una scheda su Google My Business evitate di crearne un’altra, per evitare di confondere gli utenti.

Trip Advisor

Qui c’è poco da fare (o quasi!), se qualcuno ha parlato di voi siete già sul più grande portale delle recensioni. Lo conoscete tutti, molti lo odiano, ma può regalare grandi soddisfazioni, fidatevi. Ecco quali sono i suoi vantaggi: 

  • arrivare ad un numero enorme di persone (senza far nulla)
  • ascoltare le opinioni (quelle vere) dei clienti

Vi sembra poco?

Suggerimento: Leggete tutte le recensioni e rispondete a tutte quelle positive e quando vi troverete davanti ad una negativa, se non è palesemente falsa, cercate di recuperare il cliente perso, potete sempre offrirgli una cena!

Facebook

facebook

Ah, il nostro Facebook. Sembra che vogliamo piazzarlo in ogni situazione possibile, ed è vero, in effetti!
Qui ci troviamo nell’altra fetta di torta, quella della domanda latente. Il social di Zuckemberg, infatti, è lo strumento più efficace per intercettare i clienti online.  I vantaggi? 

  • Numeri: dobbiamo dirvi da quanti milioni di utenti è frequentato? (scopritelo nell’articolo sui social network più diffusi al mondo)
  • Sponsorizzazioni: permettono di investire denaro per promuovere la pagina, indirizzare le persone al sito web, ottenere conversioni…

Suggerimento: affidatevi a degli esperti per mettere a punto la strategia adatta alla vostra realtà.

Piccola parentesi: (Perché la qualità non basta?)

Se dopo aver letto l’articolo state pensando: “Io propongo piatti di qualità, cosa me ne faccio del web e delle strategie di comunicazione?”
Sappiate che per quanto possa appagare la pancia, la qualità, quando si parla di marketing, non paga.

Non sono solo io a dirlo, lo conferma Bartolocci. Questo significa che non può essere utilizzata come elemento da comunicare ai clienti. A meno che non lo si faccia in modo strategico. La migliore comunicazione, in questo caso, infatti, sarebbe quella indiretta, poiché la qualità, a parola, non riesce a diventare una caratteristica rilevante. Perché? Primo perché è soggettiva, può tradursi in un ottimo servizio, in buon cibo e ottime materie prime. Secondo, perché il cliente, quello che ha sempre ragione, dà sempre per sempre per scontato un certo livello di qualità, anche quando va dal kebabbaro. E poi, siamo sicuri che abbia delle reali competenze per distinguere una maggiore da una minore qualità?

Conclusione

La conclusione è questa, cari ristoratori: non vi resta che fare un salto a Noetica.
Prima di andare online bisognerà fare un piano strategico, identificare i valori, le unicità, il target di riferimento, settare le pagine, sistemare il sito… tutte cose di cui possiamo parlare davanti ad un caffè durante una consulenza.

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