Immagina di puntare lo smartphone su un oggetto e, magicamente, vederlo prendere vita: si anima, cambia colore, ti mostra dettagli extra. Oppure, pensa alla possibilità di veder “materializzarsi”, nel salotto di casa tua, i prodotti che desideri acquistare da uno shop online. Non è fantascienza, è realtà aumentata (AR), una tecnologia sempre più presente anche nelle strategie di marketing.
L’AR è uno strumento interessante per coinvolgere il pubblico in modo innovativo e immersivo, ma molte imprese e brand non la stanno sfruttando ancora appieno. Se sei alla ricerca di nuovi approcci per catturare l’interesse dei clienti, aumentare la loro fiducia e differenziare la tua azienda dalla concorrenza, allora dovresti prendere in considerazione anche questa possibilità.
La realtà aumentata, infatti, può offrire un vantaggio competitivo concreto, migliorare l’esperienza d’acquisto e aiutarti a distinguere la tua realtà all’interno di un mercato sempre più affollato. In questo articolo ti guideremo alla scoperta della realtà aumentata applicata al marketing: vedremo insieme come funziona, quali benefici può portare e quali limiti è bene conoscere prima di investirci.
Cos’è l’AR marketing e come funziona?
L’AR marketing (Augmented Reality Marketing) è una strategia che integra elementi digitali – come modelli 3D, animazioni, testi o contenuti interattivi – all’interno dell’ambiente reale in cui si trova l’utente. L’obiettivo? Coinvolgerlo in modo immersivo e interattivo, migliorando la sua esperienza con l’azienda o brand.
Il funzionamento della realtà aumentata si basa sulla combinazione di dispositivi hardware e software che collaborano per riconoscere l’ambiente circostante e sovrapporvi, in tempo reale, elementi digitali. Questo meccanismo necessita quindi di strumenti di visualizzazione, come smartphone, tablet o visori specifici dotati di fotocamere e sensori in grado di identificare l’ambiente, ma anche di software AR, capaci di elaborare le immagini catturate e di capire in che modo posizionare, in questo contesto, gli elementi digitali.
Realtà aumentata e realtà virtuale: quali differenze?
La realtà aumentata non è sinonimo di realtà virtuale (VR) perché, pur essendo entrambe tecnologie immersive, offrono esperienze molto diverse. Mentre l’AR arricchisce ciò che vediamo nel mondo reale, sovrapponendo elementi digitali, la realtà virtuale trasporta la persona in un contesto totalmente virtuale, isolandola dall’ambiente reale.
Quali sono i benefici dell’AR marketing per le aziende?
Investire nella realtà aumentata potrebbe essere una soluzione per aiutare la crescita della tua azienda o brand. In primo luogo, permettendo di creare esperienze molto coinvolgenti, l’AR consente di catturare l’attenzione degli utenti in modo più efficace rispetto a metodi di comunicazione tradizionali. L’AR genera un impatto emotivo più forte: questo può contribuire a differenziarsi dalla concorrenza e favorire il ricordo nella mente dei consumatori.
Questa tecnologia, inoltre, è molto comoda per le persone. Una delle applicazioni concrete della realtà aumentata, infatti, è quella di consentire ai clienti di provare virtualmente i prodotti prima di acquistarli. Pensa a quanto può essere agevole e rassicurante, per chi vuole comprare un prodotto online, avere la possibilità di capire – anche solo virtualmente – se può essere la scelta giusta. Si tratta di un importante beneficio, perché riduce il rischio di insoddisfazione e di resi. Al contempo, incrementa la fiducia verso l’azienda, migliora la customer experience e incentiva ulteriori acquisti futuri.
Realtà aumentata e impatto sul comportamento d’acquisto
Come si legge su Harvard Business Review, una ricerca condotta con un noto retailer di cosmetici, e pubblicata sul Journal of Marketing nel 2021, mostra che la realtà aumentata ha un impatto concreto sul coinvolgimento, il comportamento d’acquisto e le vendite. Il brand aveva integrato questa tecnologia nella sua app per permettere ai clienti di provare virtualmente i prodotti make-up, estendendola poi anche nei negozi fisici per offrire un’esperienza più pratica e interattiva.
Tra gli altri aspetti, da questa ricerca emerge ad esempio che la realtà aumentata si rivela particolarmente efficace nel ridurre le incertezze legate all’acquisto online, soprattutto per chi per la prima volta si interfaccia con un prodotto o una categoria. Aiuta infatti i clienti meno esperti a sentirsi più sicuri, spingendoli a provare nuovi articoli o a fare acquisti online per la prima volta.
Questa tecnologia favorirebbe anche i marchi meno noti, i prodotti di nicchia o più costosi: permettendo di “provare” virtualmente ciò che si vuole acquistare, la realtà aumentata renderebbe i clienti più propensi a valutare alternative meno popolari o più costose.
In che modo le diverse industrie stanno utilizzando l’AR marketing?
Sono numerosi i settori che stanno adottando l’AR marketing per soddisfare le esigenze dei consumatori. In ambito retail, per esempio, esistono diversi brand – di moda, arredamento, make-up – che hanno sviluppato soluzioni di realtà aumentata per consentire agli utenti di visualizzare, virtualmente, un prodotto nella realtà. Grazie all’AR è quindi possibile vedere come potrebbe stare indosso a noi un vestito, un rossetto, o come si calerebbe, nel salotto di casa nostra, il mobile che vorremmo acquistare.
Altri esempi sono l’automotive, dove questa tecnologia può permettere di creare showroom virtuali, ma anche il settore alimentare e delle bevande, in cui brand noti hanno creato campagne di AR marketing interattive, coinvolgenti e virali. Gli ambiti in cui è possibile applicare questa innovazione sono tantissimi. Guardando oltre il concetto di marketing in senso stretto, inoltre, la si può trovare in vari contesti differenti: da quello alberghiero, per offrire agli ospiti ambienti potenziati e interattivi, fino ai musei, per creare esperienze davvero memorabili.
Alcuni esempi di campagne di AR marketing di successo
Ecco alcuni esempi di campagne e soluzioni, ideate da brand famosi, che si avvalgono della realtà aumentata:
- IKEA: la multinazionale svedese ha lanciato la app IKEA Place, con l’obiettivo di permettere di posizionare virtualmente i mobili all’interno della propria casa prima di comprarli. Un’opzione che porta ad acquisire maggiore fiducia nell’acquisto e a un’esperienza utente più coinvolgente.
- Pepsi Max ha trasformato una pensilina del tram a Londra in un’esperienza surreale con oggetti volanti, robot e tentacoli virtuali che sbucavano dal marciapiede. Il risultato? Una campagna virale.
- Pizza Hut ha lanciato una serie di cartoni per la pizza in edizione limitata ispirati a PAC-MAN, sui quali era possibile giocare al famosissimo game in realtà aumentata scansionando il codice QR con lo smartphone.
- Coca-Cola ha lanciato la campagna #TakeATasteNow nel Regno Unito dove, attraverso un QR code, gli utenti potevano accedere a un’esperienza in realtà aumentata e ottenere una bottiglia virtuale di Coca-Cola Zero, convertibile in un buono per il prodotto fisico nei punti vendita Tesco.
- Sephora: la celebre catena del settore beauty ha introdotto un’app basata su AR, chiamata Virtual Artist, che dà la possibilità di provare virtualmente i prodotti make-up.
Quali sono le sfide e i costi associati all’implementazione dell’AR nel marketing?
Malgrado le sue potenzialità, la realtà aumentata applicata al marketing non è sempre una strada facile o economica da sviluppare. Le aziende di piccole o medie dimensioni, in particolare, potrebbero incontrare ostacoli di tipo tecnico o economico. I costi iniziali per questo genere di soluzione, infatti, possono non essere accessibili a tutti, anche se tendono a variare in base a una serie di fattori, come la tecnologia da implementare e il settore in cui opera l’impresa. Va poi menzionato il tema della tutela della privacy e dei dati, poiché molte soluzioni AR raccolgono dati sensibili. Per questo motivo, è fondamentale che le aziende si accertino di rispettare le normative sulla privacy, come il GDPR nell’UE.
A tutto questo si aggiungono i limiti di accessibilità tecnologica: per poter vivere un’esperienza in realtà aumentata, infatti, è necessario disporre di dispositivi compatibili come smartphone o tablet dotati di tecnologie adeguate. Ciò significa che una parte di pubblico, che non possiede o non utilizza strumenti del genere, può non riuscire ad accedere a questi sistemi o essere poco motivata a usarli.
L’impiego della realtà aumentata nel marketing può quindi offrire grandi opportunità, ma è una scelta da valutare con attenzione, tenendo conto dei costi, dei benefici attesi e, soprattutto, del reale valore che può generare per la tua azienda. Va dunque integrata in modo strategico e coerente con gli obiettivi del brand e il percorso delle buyer personas.
Stai cercando un approccio su misura per migliorare il marketing della tua impresa? Contatta il team di Noetica: ti aiuteremo a costruire la strategia migliore per la tua realtà, tenendo conto dei tuoi obiettivi, delle tue necessità e dei bisogni del tuo pubblico.
Immagine di copertina di panuwat phimpha by Shutterstock

