5 Commentatori Seriali in cerca di Post: alla scoperta della Fauna di Facebook

Quando ho cominciato ad occuparmi di community management non potevo sapere. Non potevo sapere che il timore di scollarmi dalla realtà con un’attività che mi incollasse a Facebook più di 30 ore alla settimana fosse infondato, almeno quanto il senso di colpa che portavo dentro per un lavoro che tutti reputano di nessuna utilità sociale. Non potevo sapere che avrei raccolto più informazioni sull’italiano medio di quanto non facciano i censimenti. Non potevo sapere che, giorno dopo giorno, la ricca fauna di Facebook mi avrebbe trasformato in una persona moderata, aperta al dialogo e attenta alle parole. Una persona dedita all’analisi della società, della specie, della cultura (sì, diciamo pure cultura, dai…) del Paese in cui vive. Ma soprattutto, non potevo sapere che, in alcuni casi, mi sarei dovuta trasformare in una paziente, empatica e amorevole assistente social(e). (Se mia madre usasse i social, quanto sarebbe orgogliosa…) Fauna Facebook Perché è questa la missione del community manager: leggerli, capirli, rispondere, farli sentire parte di una comunità, placando l’odio che spargono sui post e infondendo nei loro animi la pace che non trovano.  Sempre cercando di non farsi licenziare… Ed è così che, dopo varie social-vicissitudini, sono riuscita ad individuare le 5 tipologie di commentatori che mi fanno sentire un assistente social(e).

5 tipologie di commentatori che trasformano il community management in una missione

Ciao sono Il complottista catastrofista.  Con uno stile alla James Joyce…

Ma non capite che la colpa è delle multinazionali, che la fine del mondo è vicina perché l’olio di palma si trova in tutte le merendine e ci ucciderà tutti, che l’autore di questo articolo è colluso con la mafia perché l’articolo parla di Expo e dice che il padiglione della Svizzera è bello (e si sa che ad Expo è stato costruito dai mafiosi con i soldi nostri!). Ma poi perché stupirsi? Tanto in Italia è sempre stato così perché siamo dei burattini e nessuno si informa e i politici sono tutti corrotti e sono loro che ci mangiano e voi siete venduti. Io il pomodoro me lo faccio a casa e sono sicuro che i pesticidi non ci sono, ma nel negozio vicino casa non riesco a trovare dei vasi abbastanza grandi per la pianta e sono sicuro che anche stavolta la colpa è delle multinazionali che producono sughi pronti che hanno tolto dal commercio tutti vasi grandi per impedirmi di farmi il pomodoro da solo senza pesticidi. Il complottista Il complottista parte da premesse encomiabili: tiene gli occhi aperti, è un consumatore consapevole, vuole esercitare in maniera coscenziosa il suo diritto-dovere di soggetto votante. Il suo problema spesso è il “filtro sulla notizia”: lui prende tutte le teorie disfattiste e catastrofistiche che raccatta sul web, ci mette intorno una bella cornice, rielabora a suo buon cuore per poi regalare al mondo le sue (lunghe) pillole di ottimismo, usando una forma espressiva cara alla cultura letteraria di fine Ottocento: il flusso di coscienza.

Rispetto la tua opinione ma posso solo contraddirti: il crociato

Che sia animalista, linguista fondamentalista, anticapitialista o qualsiasi altra cosa che finisca in -ista, il crociato ha sempre lo stesso modus operandi. È colui che ha fatto sua una causa e intende portarla avanti con ogni mezzo, persino con immagini cruente e spesso splatter, prese chissà dove, utilizzate come prova a sostegno del fatto che il povero disgraziato di turno (colui che sfortunatamente ha lasciato un commento prima di lui) è un ignorante insensibile, e la sua indifferenza ha delle conseguenze che sconteremo tutti. Il crociato Poco importa che il commentatore numero uno, sempre educatamente e pacificamente, dica di essere, in fondo, d’accordo con le teorie del crociato e si dimostri aperto al dialogo. Il crociato fingerà di non aver letto e continuerà ad offenderlo, perché il dialogo non gli interessa: ha finalmente trovato l’occasione che aspettava per affermare al mondo le sue teorie, usare violenza verbale e far capire quanto ci crede. Ha trovato un infedele da offendere e convertire e non se lo lascerà scappare.

Il dito più (nerd e) veloce del Web

Ha trovato un errore o un’inesattezza nella foto, nel titolo, nel contenuto del post o dell’articolo? Non la passerai liscia. Perché TU social media coso – assistente social(e) non puoi permetterti di sbagliare o, se lo fai, devi accorgertene prima di tutti. Prima che il post venga sponsorizzato e non si possa più toccare, prima che la fauna di Facebook inizi la sua lapidazione, prima che qualcuno ti faccia notare che ad un post che parla di birra artigianale hai abbinato una foto in cui il bicchiere di birra viene a contatto con il becco dello spillatore, ed è una colpa che sconterete tu, i tuoi figli e anche i tuoi nipoti. Il dito più veloce del Web Se mai ne avrai. Se mai, ancora, qualcuno, sarà disposto ad amarti. Sarà disposto ad accettare il becco dello spillatore nel boccale di birra.

“Ciao Gianni, quanto tempoooo……!!!!!!”

Facebook è come la piazza di un paesino: la gente si incontra, si saluta, si scambia affettuosamente abbracci, complimenti, si interessa della salute degli amici che (fatevi due domande!) non vede da almeno 5 anni. Amici che di punto in bianco si ricordano di loro e li taggano nei commenti al post della pagina che gestisci.  Ed è subito riposta aperta e sputtanamento in eurovisione… Saluti Sarà lui a regalarti gustose chicche giornaliere come “Andrea, bello st’articolo sulle sagre. Ma sempre a magnà stai?”, a commento di un post sugli eventi gastronomici primaverili pubblicato sulla fan page di un food-magazine, visualizzato da 14000 persone e condiviso 153 volte. Sarà sempre lui a spiccare tra i commenti del tuo grigio lunedì lavorativo con un: “Gabriella, ah ora basta co st’olio di palma però eh…! Io le merendine me le faccio a casa e ci metto lo strutto, ci metto!” Infine, sarà lui a vincere il premio “Risvegli” con il suo “Ohhhhhh mio carooooo…..!!!!!! Quanto tempoooo!!!” (con 43 “h”, 12 “o”, 27 punti esclamativi e 182 puntini di sospensione, come vuole la “Santa” Crusca), “Salutami tanto la tua simpatica moglie Bettaaaaaa!!!” che avrà per risposta “Tutto bene, sia io che mia moglie Anna”.

Il troll manifesto

Dietro ognuno dei 4 personaggi in cerca di post appena elencati, potrebbe nascondersi un troll: colui che porta un po’ di zizzania nella pacifica e piacevole conversazione che si sta svolgendo nel tuo “salotto”. Come fare a riconoscere un troll e come attuare il suo reinserimento nella comunità sociale (la social community, insomma…) senza arrecare danni agli altri membri, sarà senz’altro argomento di altri post. Troll su Facebook Per il momento, mi limiterò a citare il “troll manifesto”, colui o colei che sotto un post sulle migliori app per gli acquisti online, risponde al commento di un tuo fan postando un link su “come fare soldi online”. È il commentatore fastidioso che fa in assoluto più tenerezza. Quello che continua a vivere nell’illusione che Facebook non abbia una policy, che ti autorizza a farlo subito fuori dal tuo salotto virtuale. Vuoi sapere come fa un community manager a ristabilire la pace nella sua comunità? Facendo tanto yoga e usando gli accorgimenti sul community management che ti sveleremo nella prossima puntata…  

Riguardo l'autore

Silvia Trigilio

Silvia Trigilio è Direttore Responsabile del magazine on line Il Giornale del Cibo edito da CIR food ( 6 milioni di visite annue) e del blog InSalute di UniSalute Spa (5 milioni di visite annue). Si occupa nello specifico della definizione dei piani editoriali, stesura e supervisione testi e gestione dei contenuti social.

0 Commenti

Scrivi un commento