Cosa Google Analytics ti può dire del tuo sito?

L’importanza del monitoraggio

Nelle dieci tendenze tecnologiche che secondo Gartner i manager non possono permettersi di ignorare nella pianificazione strategica compaiono anche gli analytics. Considerando la mole di dati che un’azienda raccoglie, la loro analisi acquista sempre più importanza. Questa tendenza assume un ruolo fondamentale non solo per le aziende strutturate, ma anche per quelle più piccole. I dati raccolti dal monitoraggio di un sito internet, ad esempio, celano preziose informazioni, di grande utilità per la multinazionale così come per il sito di un libero professionista. Che tipo di informazioni possiamo ottenere andando a spulciare tra i dati che raccoglie Google Analytics? Perché è importante monitorare il traffico del nostro sito? Per rispondere a queste domande, occorre rispondere prima alla domanda: perché abbiamo creato un sito internet? Per chiunque abbia una attività commerciale, con grande probabilità, la risposta sarà: “per attirare nuovi clienti”, e non “per riempire uno spazio in più sul bigliettino da visita”, vero? Ebbene, per sapere se il nostro sito sta servendo al suo scopo dobbiamo capire come stanno andando le cose e come si comportano i nostri visitatori. Come già detto, attraverso quel fantastico strumento che è Google Analytics (che per giunta è gratis) possiamo ottenere una serie di dati e di informazioni da interpretare. Se volete entrare nello specifico, vi consiglio il corso organizzato da Noetica “SEO e Analytics”. Vediamo insieme quali sono le cose fondamentali che possiamo scoprire e che dobbiamo sapere del nostro sito:
  • Numero di visitatori e di visite. Sono due dati distinti che non coincidono necessariamente: un visitatore, infatti, può effettuare più visite nell’arco del periodo di riferimento.
  • Frequenza di rimbalzo. Come suggerisce il nome, questo dato ci fornisce la percentuali dei visitatori che sono “rimbalzati” sul nostro sito: ossia che una volta arrivati lo hanno lasciato senza vedere altri contenuti.
  • Tempo di permanenza. Anche da questo dato possiamo avere un’idea del grado di interesse dei contenuti del nostro sito e della efficacia nella struttura del sito e dei link interni.
  • Acquisizione. Come è stato trovato il nostro sito? Sono visite dirette o i nostri visitatori ci hanno trovato facendo delle ricerche? E se sì che tipo di parole chiave hanno usato? Gli utenti sono arrivati seguendo qualche link (referral)? Dai social, magari?
  • Dati demografici. Chi sono i visitatori e da quale pianeta paese provengono? Stiamo raggiungendo il target che ci eravamo prefissati?
  • Flusso delle visite. Su quale pagina arrivano e una volta sul sito che “giro” fanno i visitatori? Riuscite a portarli dove volete (ad esempio, sulla pagina contatti)?
Come vedete, attraverso il monitoraggio del sito possiamo scoprire molte cose utili. In primis, se il nostro sito e le nostre attività di marketing stanno dando i risultati che ci eravamo prefissati o se è il momento di cambiare qualcosa, nel sito o nelle nostre strategie.

Riguardo l'autore

Maria Chiara Greco

Web Writing esperta, si occupa di SEO Copy e Social Media Marketing. Collabora con diverse agenzie di comunicazione Web tra le quali Net Propaganda e Noetica.

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