International web marketing

I primi passi per comunicare online con un pubblico internazionale

Web site, social network, corporate blog, e-commerce possono portare fuori dai confini nazionali aziende strutturate come piccole realtà imprenditoriali. Il nostro sito riceve delle visite dall’estero e quindi abbiamo deciso di lanciarci verso mercati internazionali. Ma cosa è necessario fare perché questa decisione si riveli fruttuosa e non una perdita di tempo e di risorse?

Quando le nostre ambizioni sono quelle di vendere o proporre in nostri servizi all’estero, o anche solo rivolgerci a un pubblico internazionale, infatti, le cose iniziano a complicarsi. Pensate che basti comprare un dominio .com e inserire i testi del sito in Google Traslate per conquistare un mercato estero? Pensate che fare qualche tweet in inglese e tradurre i post su Facebook sia sufficiente? Mi duole informarvi che non è esattamente così.

Se elaborare una strategia di web marketing è necessario per promuovere la nostra azienda in modo efficace nel proprio paese, lo è ancor di più quando si parla di internazionalizzazione. E tra design del sito, content management, social media, SEO di certo le cose da fare non mancheranno. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le primissime cose da definire.

“Se conosci il nemico e conosci te stesso, non devi temere il risultato di cento battaglie”.

Sun Tzu ha consegnato un prezioso insegnamento nelle mani di ogni marketer, che vale sempre e comunque, o meglio ovunque. Seguendo questo insegnamento, la prima cosa da fare è “conoscere il nemico” e quindi informarci sul mercato in cui abbiamo intenzione di espanderci. Questo implica conoscere le differenze culturali e le abitudini di quello che diventerà il nostro pubblico, le normative di riferimento, le piattaforme più usate. Dovremo sapere anche cosa potrà essere rilevante per il nostro target di riferimento, sia in merito ai prodotti o ai servizi offerti, sia per quanto riguarda i contenuti che proporremo.

Altra decisione che ci consentirà di iniziare con il piede giusto sarà individuare le giuste risorse. Dapprima vi servirà chi traduce i testi, con l’andare del tempo avrete bisogno anche di qualcuno che curi il servizio cliente e che gestisca le community online. Come dicevo in apertura del post, i traduttori automatici sono il male: meglio rivolgersi a un traduttore freelance. A seconda del budget, poi si deciderà se assumere nuove risorse oppure se ricercare partner strategici nel mercato di riferimento, soprattutto per quegli aspetti che non riguardano la traduzione dei testi, ma la gestione dei clienti.

Una volta fatte queste prime considerazioni, si può passare agli aspetti più operativi, come la scelta dei canali da seguire, dei contenuti da pubblicare ecc. Approfondiremo questi argomenti in altri post dedicati all’argomento #internazionalizzazione. Stay tuned!

 

 

Riguardo l'autore

Maria Chiara Greco

Web Writing esperta, si occupa di SEO Copy e Social Media Marketing. Collabora con diverse agenzie di comunicazione Web tra le quali Net Propaganda e Noetica.

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