Dal fax ai social network

L’evoluzione del ruolo dell’addetto stampa e i suoi nuovi strumenti

I native digital non potranno mai capire. Subiranno il fascino hipster del vinile, ma non sapranno mai cosa voglia dire riavvolgere il nastro della musicassetta 13 volte per trovare la canzone che vogliono ascoltare. Non si commuoveranno davanti a un floppy, non conosceranno il dramma di trovare cabine telefoniche che accettano solo la scheda, quando si hanno in tasca 200 preziosissime lire che ci danno accesso alla base della comunicazione a distanza: la chiamata urbana. Nostalgia canaglia. Nostalgia che, probabilmente, non tocca colui che grazie a nuovi e rivoluzionari strumenti ha visto stravolgere  la sua professione: l’addetto stampa. In questo articolo tireremo fuori dal museo della comunicazione i passati e presenti “arnesi del mestiere”: a parlarci del suo “background” sarà Sara Mariani, il Caronte che dalla sponda dell’ipad ci accompagnerà a quella del fax e del telefono. Grazie a lei, capiremo fino a che punto l’evoluzione tecnologica sia stata capace di modellare e reinventare l’ufficio stampa.   Sara Mariani
  • Sara Mariani, esperta di web writing e content marketing, con alle spalle anni di esperienza come addetto stampa. Troppo giovane per aiutarci a ricostruire la preistoria dell’ufficio stampa, abbastanza esperta da aiutarci a raggiungere la sponda delle ere passate di questo mestiere. Da quando un addetto stampa utilizzava il fax per divulgare una notizia, quanto tempo è passato?
S.M.: Abbastanza da impedirmi di fare da testimone oculare. Dai racconti dei colleghi più anziani so che era usato fino alla fine degli anni Novanta: il comunicato stampa veniva inviato via fax e la cartella stampa veniva consegnata a mano da un “galoppino” in redazione. Quando io ho iniziato a fare questo lavoro invece  (inizio degli anni 2000), il comunicato stampa era un semplice file word che allegavi in un testo della mail, tipicamente con 2 immagini (una orizzontale e una verticale). Il giornalista, poi,  faceva tutto il resto…   fax
  • E adesso?
S.M.: Adesso tutto è cambiato perché il comunicato stampa segue un modello improntato sul web, e viene infatti definito “comunicato stampa social” o “comunicato web 2.0.” Si intende un comunicato stampa scritto secondo le regole del web writing con contenuti multimediali (immagini, video, podcast) e veicolato attraverso un sistema di invio di newsletter.
  • Partiamo dallo scrigno dell’addetto stampa, quello che nessun professionista cederebbe mai, neanche per pagare il riscatto del marito/moglie agli ipotetici rapitori: la banca dati. Come e dove si raccoglievano un tempo i contatti degli influencer?
S.M.: C’erano delle banche dati cartacee a cui attingevi. Per implementarle facevi una vera e propria raccolta: andavi in edicola, compravi giornali e riviste, e da lì prendevi i contatti telefonici. Adesso ci sono delle banche dati online, complete di tutti i profili social dei vari giornalisti. Peraltro, dal momento che i principali interlocutori sono giornalisti di siti e portali online, e blogger, vanno individuati e intercettati online, oltre che sui loro spazi, anche sui social network.
  • Facciamo il punto della situazione: tiravi (e tiri) su i pesci giusti dall’’oceano mediatico, inoltravi (e inoltri)  il comunicato. Per essere certi che il “piccione viaggiatore” fosse arrivato a destinazione, ai tuoi tempi, cosa si faceva?
S.M.: Passavi delle ore a chiamare tutti per chiedere se avevano ricevuto il comunicato e se avevano intenzione di pubblicare qualcosa.
  • Per scongiurare il pericolo di una denuncia per stalking, vi siete attrezzati in qualche modo?
S.M.: Il comunicato stampa social ci salva da questa eventualità: viene inoltrato con un sistema di invio newsletter, all’interno del quale ci sono dei  link tracciati. Grazie a questi io so chi ha letto il comunicato e addirittura chi ha scaricato il materiale multimediale. Non faccio il recall a chicchessìa, ma vado mirata a chi ha scaricato il comunicato.   computer
  • Domanda finale: la tua titolare ti comunica che state trasferendo il vostro ufficio stampa in un’isola deserta. Cosa metti nello zaino?
S.M.: Metto nello zaino crema solare, infradito e un portatile (con wifi chiaramente…). Posso scegliere la destinazione?   Ti è venuta voglia di esplorare il fantastico mondo dell’ufficio stampa 2.0? Poco male: il 13 e 14 marzo, Noetica rivelerà strumenti e segreti del mestiere nel corso “Ufficio Stampa e PR online”   

Riguardo l'autore

Silvia Trigilio

Silvia Trigilio è Direttore Responsabile del magazine on line Il Giornale del Cibo edito da CIR food ( 6 milioni di visite annue) e del blog InSalute di UniSalute Spa (5 milioni di visite annue). Si occupa nello specifico della definizione dei piani editoriali, stesura e supervisione testi e gestione dei contenuti social.

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