Come creare hashtag vincenti in modo corretto

Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di aver a che fare con clienti che chiedevano di creare hashtag vincenti per post sui vari social network, in particolare su Facebook. Quando chiedevo loro che tipo di “etichette” avessero in mente, mi rispondevano sempre in maniera confusa. Indagando ho poi scoperto che non c’è molta chiarezza sull’argomento. Alla domanda “Perché dovremmo utilizzarli?” le risposte che ricevevo erano più o meno queste:

  • “perché i nostri concorrenti ne usano tanti, forse dovremmo iniziare anche noi” 
  • “perché così aumenta la nostra visibilità” 
  • “perché crediamo sia giusto avere un hashtag per ogni prodotto che vendiamo”

    e via dicendo. 

Spesso mi trovo a dover spiegare il ruolo degli hashtag nei vari social network e il valore del loro utilizzo all’interno di una strategia, partendo da questo presupposto ho deciso di raccogliere tutta la mia conoscenza a riguardo per cercare di fare luce sull’argomento. Vediamo allora come creare hashtag e come usarli sui principali social network: Twitter, Facebook e Instagram. 

Creare gli hashtag per Twitter

L’hashtag nasce con Twitter, uno dei principali social network del mondo. Il ruolo iniziale di queste “etichette” era quello di permettere agli utenti di seguire e scrivere di un determinato argomento per entrare all’interno di un grande dibattito pubblico, quello della timeline di Twitter. Il senso del suo utilizzo era quello di far confluire tutti i messaggi relativi all’argomento X all’interno dello stesso flusso. L’hashtag era quindi il mezzo con il quale tutti potevano diventare una piccola parte di un “unico grande discorso”. 

Gli hashtag su Twitter hanno un ruolo molto forte, questo dipende dalle caratteristiche proprie di questo social, che permette di connettersi in tempo reale con tutti il mondo in un semplice click. Quando nacque Twitter, l’idea di poter cercare una parola (hashtag) e di poter leggere le opinioni di  persone da tutto il mondo appariva come una potenzialità immensa. Anche il fatto di avere costantemente sotto gli occhi le statistiche di Twitter – i cosiddetti “Trending topic” – che indicavano gli argomenti più discussi in tempo reale, contribuiva a farci sentire sempre sul pezzo, sempre connessi, sempre aggiornati. 

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Oggi siamo decisamente più abituati ad utilizzare gli hashtag e le stesse statistiche sugli argomenti più discussi riescono a darci ancora più informazioni di prima, questo anche grazie alla personalizzazione che può essere impostata su base mondiale, nazionale o addirittura locale. Ma quali hashtag ci interessano? Come decido quali devo usare? E quanti ne posso usare in una frase? 

Gli hashtag vengono utilizzati per evidenziare sia argomenti generici che specifici. 

Quelli generici (#tecnologia, #scienza, #food, #curiosità) di solito vengono utilizzanti a corredo di notizie, blog post e contributi a tema, quelli specifici (#LeIene, #AppleKeynote etc.) di solito sono a corredo di news, opinioni e commenti, eventi.

Su Twitter vengono premiati gli hashtag che sono posizionati bene all’interno del testo, che sono leggibili ed evidenziano la parola principale: è sempre meglio utilizzare hashtag corti e facili da ricordare. La semplicità viene premiata sempre! 

Un consiglio: per agevolare la leggibilità della vostra keyword evitate il maiuscolo e scrivete l’hashtag con l’iniziale maiuscola. 

Gli hashtag su Facebook

Gli hashtag su Facebook non hanno avuto molto successo, sebbene oggi si possa effettuare una ricerca per parole chiave, questi non vengono utilizzati in maniera così importante. Addirittura molti li giudicano inutili, poiché le statistiche riguardanti il loro utilizzo sembrano essere basse e di conseguenza si pensa che essi abbiano “perso il loro ruolo” origiario. 

Il mio parere è che per alcuni tipi di post possono essere importanti se utilizzati in modo pertinente. 

Il mio consiglio è quello di utilizzarli come se fossero dei grassetti, per evidenziare l’argomento di cui si sta parlando oppure il nome del prodotto/progetto/evento specifico a cui si riferiscono. Se vi state chiedendo quanti hashtag si possono utilizzare in un post su Facebook la mia risposta è: massimo 2. 

L’utilizzo dei tag all’interno del testo deve sempre rispettare una regola superiore che è quella della leggibilità: essi devono rendere il testo più fruibile e non appesantirlo, quindi è meglio non abbondare.

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Gli hashtag su Instagram

Instagram è l’applicazione che ha fatto degli hashtag una delle sue peculiarità principali ed è sicuramente l’unico luogo in cui una grandissima parte di utenti utilizza lunghe serie di hashtag per taggare i propri contenuti. Questo accade perché molta gente è abituata a navigare per tag, esplorando luoghi e cercando notizie sugli eventi, saltellando quindi da un contenuto all’altro alla ricerca di ispirazione. Instagram offre all’utente milioni di contenuti visuali facilmente fruibili, ma se si vuole emergere nel mare di foto ed account bisogna farsi trovare dalle persone giuste, ovvero le persone con i nostri stessi interessi.

Come scelgo i tag per la mia foto? Premesso che esistono molti tool in grado di offrire statistiche sugli hashtag più popolari e cercati, se non si vuole ricorrere a certe scorciatoie bisogna sapere che i tag giusti sono quelli che descrivono la foto, devono essere quindi coerenti e pertinenti con il senso del contenuto. 

Se pubblico una foto di un piatto di Bottura dovrò quindi targare la mia foto con hashtag relativi al #Food, se pubblico una foto di un concerto userò tag riguardanti la #Musica, e via dicendo…

Il sogno di molti utilizzatori di Instagram è quello di avere più follower possibili, molti pensano che una delle “strategie” più popolari sia quella di utilizzare un grandissimo numero di hashtag per ogni foto per cercare di farsi vedere dal numero più grande di persone. Personalmente ritengo che questa pratica possa portare qualche frutto nel breve periodo ma sia ampiamente deleteria nel lungo periodo. Utilizzare troppi hashtag, magari non pertinenti non è la strategia più solida.

La cosa migliore da fare su Instagram è quella di farsi seguire da persone realmente interessate a quello che pubblico, altrimenti con il tempo potrebbero cessare di seguirmi. 

Il mio consiglio è quello di avere molta cura dei propri hashtag, perché le persone su Instagram  seguono in base agli argomenti. Farsi seguire da tante persone poco interessate ai miei contenuti nel lungo periodo potrebbe causare una perdita di follower, vanificando tutto il lavoro. 

Questi sono i mei consigli basilari per poter utilizzare gli hashtag su Twitter, Facebook e Instagram.  Giocare con essi può essere divertente ma esistono regole che vanno sempre rispettate perché, specialmente nel lungo periodo, possono dare i propri frutti. Queste regole riguardano concetti quali: pertinenza, semplicità, coerenza. Meglio sempre non abbondare e scegliere parole chiave che abbiano senso e continuità. 

Una strategia che si rispetti passa anche dalla definizione di questi aspetti apparentemente sottili e banali. Se volete sapere come si costruisce un piano di comunicazione vincente sui Social Media date un’occhiata ai nostri consigli!

Riguardo l'autore

Durante la Laurea in Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità, collabora con alcune realtà che si occupano di formazione in ambito Digital e lavora per la Pubblica amministrazione. Dopo la Laurea e una breve esperienza in una web agency di Bologna inizia ad avere piccole collaborazioni svolgendo il lavoro di Copy e Community Manager. Decide in pochi mesi di aprire una Partita iva e diventare freelance, perché è fermamente convinta che sia la modalità di lavoro che faccia al caso suo. Attualmente lavora come Copy, Community Manager e digital PR per diverse agenzie divise fra Bologna e Modena e collabora con alcune piccole imprese locali. Ha costruito la sua esperienza nei settori food, moda, lifestyle, automotive, PA, arredamento e settore assicurativo.

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